
Com’è possibile, nel 2026, che stranieri con problemi giudiziari ottengano o rinnovino il permesso di soggiorno a Monaco? Questo diritto è un bene prezioso sul Rocher e contribuisce alla reputazione e alla sicurezza che caratterizzano il Principato.
Eppure, secondo diverse fonti, due figure controverse, entrambe alle prese con la giustizia monegasca e internazionale e già gravate da precedenti problematici, potrebbero aver ottenuto permessi di soggiorno o relativi rinnovi in violazione della legge monegasca: Rebecca Zanazzo, attualmente impegnata in una procedura di divorzio da un imprenditore italiano, e il suo amante,ex promotore finanziario Adriano Fossati, recentemente licenziato dalla Safra Bank. I due avrebbero orchestrato un piano d’azione contro il marito della Zanazzo.

Per ottenere un permesso di soggiorno a Monaco, i richiedenti non devono soltanto essere in possesso di un passaporto valido o di uno specifico permesso di soggiorno di lunga durata, ma devono anche soddisfare tre criteri particolarmente rigorosi e selettivi stabiliti dalle autorità monegasche:
- Alloggio: essere proprietari di un immobile, disporre di un contratto di locazione di almeno un anno oppure essere ospitati da un familiare o da una società. L’alloggio deve essere adeguato alle dimensioni del nucleo familiare.
- Risorse finanziarie sufficienti: dimostrare di essere in grado di provvedere al proprio sostentamento tramite un impiego a Monaco, un’attività professionale indipendente, risparmi consistenti oppure, per chi non svolge un’attività lavorativa locale, mediante la prova di un deposito di circa 500.000 € su un conto bancario monegasco.
- Fedina penale pulita.
Da un punto di vista strettamente giuridico, non è possibile ottenere un rinnovo senza soddisfare questi requisiti fondamentali. Qualsiasi domanda e/o relativo rinnovo basati su dichiarazioni false possono comportare l’espulsione immediata qualora vengano accertati dalla Direzione della Pubblica Sicurezza.
Soprattutto, per risiedere a Monaco è necessario possedere quella che viene definita “buona condotta”. Le condanne penali per atti di violenza fisica o sessuale, commessi a Monaco o altrove, impediscono l’accesso a questo ambitissimo permesso monegasco.
Monaco rivendica una politica di tolleranza zero nei confronti della criminalità, in particolare quando riguarda persone vulnerabili e minori.
Rebecca Zanazzo e Adriano Fossati, tuttavia, secondo quanto riferito, sembrerebbero non soddisfare tali requisiti.
La signora Zanazzo sarebbe oggetto di denunce riguardanti presunte falsificazioni, uso di documenti falsi, tentata frode ai danni della giustizia e molestie psicologiche.

Va ricordato, come già riportato dalla stampa, che il padre di Rebecca Zanazzo, Gino Zanazzo, è stato condannato in Italia per reati di traffico internazionale e riciclaggio di denaro.
Quanto ad Adriano Fossati, sarebbe sospettato di gravi violazioni del segreto bancario, della riservatezza delle comunicazioni, nonché di accesso non autorizzato e uso illecito di un sistema automatizzato di trattamento dei dati.
Sarebbero inoltre state informate la Commissione di vigilanza sulle attività finanziarie e l’Autorità per la protezione dei dati.
Inoltre, sarebbe già stato condannato due volte per reati penali molto gravi in altri Paesi europei.
Secondo fonti che risulterebbero ormai confermate, Adriano Fossati sarebbe stato effettivamente licenziato dalla J. Safra Sarasin Bank dopo un periodo di sospensione a Giugno.
Ancora più significativamente, Rebecca Zanazzo comparirebbe nel procedimento monegasco in cui Adriano Fossati è accusato di aver utilizzato a proprio vantaggio il suo accesso privilegiato a dati bancari altamente sensibili. Secondo l’indagine, i due, descritti come una sorta di moderni Bonnie e Clyde, sarebbero coinvolti in una relazione extraconiugale segreta e sospettati di essersi accordati per privare dei suoi beni l’imprenditore italiano, marito della signora Zanazzo.
Ciò solleva la questione: quanto sono diventati permissivi i criteri di ammissione per risiedere a Monaco e quanto può ciò danneggiare la reputazione del Principato?
L’indagine continua…
Michel Taube


















